
L'Abruzzo (o gli Abruzzi ) è una regione collocata secondo la classificazione internazionale Nuts nell'Italia meridionale, di fatto appartiene più al centro della penisola. Ciò è dovuto essenzialmente alla sua contiguità sotto il profilo storico, culturale ed economico con le regioni meridionali dell'Italia continentale (con le quali ha formato per secoli un'unità amministrativa unitaria sotto l'egida prima della corona normanna, poi sveva, angioina, aragonese, asburgica e infine borbonica, sino all'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia).
L'Abruzzo è diviso in quattro province: L'Aquila, il capoluogo, Chieti, Pescara e Teramo. Confina a nord con le Marche, ad est è bagnato dal Mare Adriatico, ad ovest con il Lazio e a sud con il Molise.
La regione presenta le vette più alte dell'Appennino, con il Gran Sasso d'Italia (Corno Grande) ed il massiccio della Maiella (Monte Amaro), cui si aggiungono i rilievi dei Monti della Laga al confine con Lazio e Marche, del Gruppo Sirente-Velino, delle Montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo al confine con Lazio e Molise e dei Monti Simbruini in comune con il Lazio.
La pianura è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. I fiumi principali sono l'Aterno, il Sangro e il Vomano che sfociano tutti nel Mar Adriatico.
L'Abruzzo è stato sempre una regione con il più alto tasso di emigrazione nel '900 ed è collocato al quarto posto dopo Sicilia, Campania e Puglia. Oggi gli abruzzesi emigrati all'estero sono più di 300.000. La maggior parte delle mete dell'emigrazioni abruzzesi dopo la Prima Guerra Mondiale sono state in America e più precisamente negli Stati Uniti. I nonni della popstar Madonna migrarono da Pacentro, un comune in provincia dell'Aquila.
Oltre a L'Aquila, Chieti e Teramo, che vantano centri storici ricchi di antiche chiese, pregevoli palazzi civici, musei e siti archeologici, tra le città d'arte abruzzesi vanno annoverate Sulmona ( la patria dei confetti nuziali), che diede i natali ad Ovidio, Atri (che diede il nome al Mare Adriatico), Giulianova, vero esperimento di città ideale del Rinascimento, Campli, Civitella del Tronto, con la sua poderosa fortezza borbonica, Scanno, Lanciano, Ortona, Guardiagrele, Vasto (anticamente chiamata l'Atene degli Abruzzi) e Penne. Tra i borghi più caratteristici, invece, vanno citati Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte, Calascio, Castelli (nota per la produzione artigianale di ceramiche), Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Rivisondoli, Pescasseroli (che ha dato i natali al filosofo Benedetto Croce), Capestrano, Loreto Aprutino, Bisenti e Città Sant'Angelo.
Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, la lontra europea, il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo.
Sul territorio abruzzese sono presenti i seguenti parchi:
E’ il peperoncino la presenza costante di tutti i piatti dell’area, mentre lo zafferano, che qui trova la sua culla italiana, stranamente non viene quasi impiegato in cucina, e l'unico piatto che lo prevede è una marinata di pesce: lo scapece di Vasto.
La pasta di grano duro, un’eccezionalità della terra d’Abruzzo, vede la ricetta più famosa nei maccheroni alla chitarra. Altro protagonista dell’antica tavola della regione è un minestrone che viene chiamato Le Virtù.
La gastronomia dell’Abruzzo è massicciamente influenzata dalle preparazioni dei pastori, importanti sono i formaggi e la carne ovina: tipici l’agnello a "catturo", la "capra alla neratese", o gli "arrosticini" (spiedini di carne di pecora arrosto). Fra le carni avicole storico è il "pollo alla Franceschiello", tagliato a pezzi e cotto con l’aggiunti di olio, aromi, olive, sottaceti, così chiamato perché fra i piatti preferiti del Re delle Due Sicilie. Sulla costa si incontra il sapore del mare; pesce azzurro, ma anche molluschi, crostacei, e le straordinarie minuscole triglie dette "agostinelle". Molto rinomati i diversi brodetti che in ogni località rappresentano una variazione della zuppa di pesce adriatica. L'abitudine della gente d'Abruzzo di festeggiare le occasioni solenni con interminabili pranzi, fece nascere le “panarde”, eventi celebrativi d’opulenza contro la miseria quotidiana. Il pranzo di nozze rispettabile non poteva avere meno di venti portate, quello offerto all'ospite di riguardo arrivava a trenta, e chi non resisteva a degustare tanta abbondanza rischiava di offendere irrimediabilmente l’anfitrione dell’imbandigione. Le panarde si organizzano ormai solo a scopi di folclore, ma le tradizioni abruzzesi hanno generato illustri cuochi, che nel ‘900 sono stati garanzia di precisione ed estro nelle cucine di transatlantici, alberghi di lusso e illustri famiglie: da quella imperiale nipponica a quella della Casa Bianca.
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