Campi Flegrei

Le migliori risorse dei Campi Flegrei!


Sorrento

«Da Bellavista, per chi si affaccia ad ammirare il panorama strabiliante dei Campi Flegrei, che si distende come una mappa dei sogni, tra cielo, isole, colline, mare, in uno scenario fiabesco, Monte Di Procida appare come il palco reale di un sontuoso teatro dell'opera»
(Gianni Race - Monte Di Procida)

I Campi Flegrei sono una vasta area di origine vulcanica situata a nord-ovest della città di Napoli; la parola "flegrei" deriva dal greco flègo che significa "brucio", "ardo". Nella zona sono tuttora riconoscibili almeno ventiquattro tra crateri ed edifici vulcanici, alcuni dei quali presentano manifestazioni gassose effusive (area della Solfatara) o idrotermali (ad Agnano, Pozzuoli, Lucrino), nonché sono causa del fenomeno del bradisismo (molto riconoscibile per la sua entità nel passato nel Tempio di Serapide a Pozzuoli).
Nel 2003, in attuazione della Legge Regionale della Campania n. 33 del 1.9.1993, è stato istituito il Parco Regionale dei Campi Flegrei.
I Campi Flegrei hanno una enorme importanza storica, paesaggistica e territoriale per i seguenti motivi:

  • Seppur ridotte rispetto all'epoca antica, tuttavia numerose sono ancora le sorgenti di acque termali che vi sgorgano. Famosissime quelle disseminate in tutta l'Isola di Ischia; sulla terraferma invece molto rinomate sono le Terme di Agnano a carattere soprattutto terapeutico; le Terme Puteolane; ed infine a Lucrino frequentatissime per relax e terapie sono le "Stufe di Nerone" (dove oltre gli impianti moderni per le immersioni, vi sono le saune che corrispondono agli impianti antichi di epoca romana) ed il "Lido Nerone – Lo scoglio" (dove è possibile immergersi nelle acque bollenti in apposite vasche situate sulla spiaggia).
  • A Pozzuoli — che era il porto di Roma fino a quando l'imperatore Traiano non costruì quello di Ostia Antica — vi sono numerosi edifici monumentali di epoca romana, fra cui l'antico mercato (Macellum) chiamato "Tempio di Serapide", il Tempio di Augusto, grandi edifici termali, tratti di strade romane, ampie necropoli monumentali, e ben due anfiteatri di cui l'Anfiteatro Flavio è il terzo più grande d'Italia.
  • A monte di Pozzuoli vi è la Solfatara, cratere ancora attivo dove si manifestano potenti fumarole che erompono i loro vapori sulfurei ad oltre 160 °C, mentre in una depressione centrale della caldera si può osservare del fango che bolle a 140 °C. Nel vulcano vennero girati alcuni famosi film di Totò, tra cui "Totò all'Inferno" e "47 Morto Che Parla", nonché le sequenze "vulcaniche" nel film dei Pink Floyd "Live in Pompei".
  • Poco distante da Pozzuoli, verso occidente, in riva al Lago Lucrino, nel 1538 è sorto il Monte Nuovo, il vulcano più recente d'Europa, oggi oasi del WWF insieme al Cratere degli Astroni, quest'ultimo posto a ridosso del Cratere di Agnano e ricadente nel comune di Napoli.
  • Alle spalle del Lago Lucrino e del Monte Nuovo si situa il Lago d'Averno, anch'esso una caldera vulcanica, splendida area protetta considerata dagli antichi l'entrata all'Oltretomba. In epoca romana per un breve periodo il lago fu utilizzato insieme al vicino lago Lucrino come porto militare dell'antica Roma, base chiamata Portus Julius. Sul lago d'Averno spicca il rudere di una grande sala termale romana chiamata Tempio di Apollo.
  • Più oltre, Baia (ricadente nel comune di Bacoli) rappresentava il luogo di soggiorno prediletto dell'aristocrazia romana e di diversi imperatori, che qui venivano a dilettarsi tra mare e otium edificandovi lussuose ville di soggiorno e numerosi impianti termali (di cui le sale monumentali ancora oggi vengono impropriamente chiamate "Tempio": spiccano quello di Mercurio, di Venere, di Diana). A Baia vennero inventate da Sergio Orata le suspensurae per mantenere calde le sale termali, e furono sperimentate in misura ridotta nuove soluzioni architettoniche di cupole, che poi furono applicate a Roma ad esempio nella realizzazione del Pantheon.
  • Attualmente l'antica Baia è parzialmente sommersa dal mare a causa del bradisismo: per le numerose presenze archeologiche sottomarine, recentemente il golfo di Baia è stato dichiarato area marina protetta ed istituito il Parco sommerso di Baia. Alcuni monumenti particolarmente significativi sono stati oggetto di scavi subacquei: degno di menzione è il Ninfeo di Punta Epitaffio la cui ricostruzione, completa delle sculture marmoree rinvenutevi, è visibile nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei situato nel Castello Aragonese di Baia.
  • Dopo il comune di Bacoli vi è l'antica Misenum, villaggio sorto in epoca romana, sede dell'importante flotta pretoria dell'imperatore. La spiaggia di Miliscola a tutt'oggi conserva nel suo nome il ricordo degli allenamenti che vi svolgevano i marinai romani (militum schola). Dell'antico villaggio militare si è messo in luce il Sacello degli Augustali, splendidamente ricostruito in un'apposita sala del Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello Aragonese di Baia. L'attuale frazione di Miseno è posta ai piedi del promontorio di Capo Miseno che rappresenta l'ultima propaggine di terraferma che racchiude il Golfo di Pozzuoli, punta estrema del Golfo di Napoli.
  • A nord di Miseno, nel Lago Fusaro, su di un isolotto, si trova la graziosa Casina Vanvitelliana fatta costruire nel XVIII secolo dal re Ferdinando IV di Borbone come casina di appoggio alle sue battute di caccia alle folaghe o di pesca sul lago.
  • Dopo il lago Fusaro vi è l'antica città di Cuma, che è la colonia greca più antica in Magna Grecia, famosa fin dalle origini in quanto sede dell'oracolo ove vaticinava la Sibilla Cumana. Dell'antica città, poco scavata, è visitabile la parte bassa della città di epoca romana, con l'area del Foro ed i relativi edifici pubblici, la Crypta Romana, e soprattutto l'acropoli con l'Antro della Sibilla ed i Templi di Apollo e di Zeus. Fa da porta alla città lo splendido Arco Felice, un monumentale arco in laterizi di epoca romana costruito nel taglio che i romani effettuarono nella collina, attraverso il quale l'antica via Domiziana entrava in Cuma.
  • Un taglio simile lo abbiamo a Montagna Spaccata, dove l'antica via Consolare Campana proveniente da Pozzuoli e fiancheggiata da numerosi edifici sepolcrali di epoca romana, penetra nel Cratere di Quarto, dove è situato l'omonimo centro abitato di origini romane, chiamato così in quanto si trovava a quattro miglia di distanza da Puteoli sul diverticolo che portava alla via Appia Antica.
  • Monte di Procida, rappresenta la parte più estrema della penisola flegrea, un promontorio dei Campi Flegrei prospiciente l'Isola di Procida, da cui è separata da uno stretto tratto di mare (canale di Procida) e dall' Isolotto di San Martino: un piccolo isolotto unito al promontorio da un ponte e da un tunnel.



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