Caserta

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Caserta

Caserta è un comune italiano di 78.904 abitanti capoluogo dell'omonima provincia in Campania. La città è nota soprattutto per la sua imponente reggia borbonica, detta «la Versailles d'Italia» che, insieme al Reale Belvedere di San Leucio, è inserita dal 1997 nel Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Caserta è legata urbanisticamente, senza soluzione di continuità, con tanti altri comuni ( tra cui Santa Maria Capua Vetere, sede del Tribunale, e Marcianise, importante area industriale ) tanto da formare con essi una vasta area metropolitana di oltre quattrocentomila abitanti. Il comune di Caserta comprende, oltre al capoluogo, anche ben 23 frazioni, per una superficie totale di 56 km². Tra queste vanno ricordate San Leucio, comune a parte aggregato a Caserta sotto il Fascismo, famoso per il real belvedere e i setifici, e Casertavecchia, con il suo borgo medievale, il castello e il Duomo, del 1100, in stile arabo-romanico. Caserta è situata in una posizione strategica rispetto ai grandi assi stradari. In particolare, è servita da due uscite dell'A1, una denominata "Caserta sud", situata nel territorio del vicino comune di Marcianise, e l'altra denominata "Caserta nord", situata al confine tra i comuni di Caserta e Casagiove. Caserta è altresì situato al centro della Via Sannitica, la strada voluta dai Borboni.

Nella classifica dell'ecosistema urbano 2009 stilata da Legambiente, il comune di Caserta risulta al 37º posto su 103 capoluoghi di provincia più Aosta, davanti agli altri capoluoghi di provincia campani e a quelli di tutta l'Italia meridionale.

In epoca medioevale il centro di Caserta era l'attuale Casertavecchia, posta a 401 metri di altezza. Importante centro vescovile, con un Palazzo del Vescovo, un duomo con annesso campanile ed una cupola di stile siculo-arabo-romanico, che si suppone fatta costruire intorno al 1100, mentre risale al 1200 circa la costruzione della Chiesa dell'Annunziata. Casertavecchia, con la costruzione della Reggia, perse sempre più importanza, in quanto si trasferirono nella città nuova la gran parte delle attività commerciali e da ultimo la sede vescovile, che trovò alloggio in una palazzo situato nell'attuale Corso Trieste.

Nel XVIII sec l'esigenza del re Carlo III di Borbone di costruirsi una nuova reggia strategicamente più lontana dal mare rispetto al Palazzo Reale di Napoli, e che si offrisse anche come residenza estiva per il riposo. Diede vita al capolavoro del Vanvitelli da tutti conosciuto come Reggia di Caserta.

Il vecchio giardino degli Acquaviva (il cosiddetto "Bosco Vecchio") diventò il nucleo principale dell'attuale parco della Reggia, oggi uno dei più grandi parchi urbani del mondo con una lunghezza di 2,5 km. Un Parco pieno di fontane scenografiche, cascate, laghi, immensi prati, boschi fitti oggi a disposizione dei cittadini di Caserta che vi hanno accesso gratuito.

Sul finire del 1700 Ferdinando IV fece costruire in località San Leucio una residenza reale con annessa una fabbrica adibita alla produzione della seta. Accanto al Palazzo del Belvedere, con sul retro un affascinante giardino all'italiana e con davanti la vista mozzafiato sulla piana di Caserta e sul Golfo di Napoli, il Re fece costruire i quartieri San Carlo e San Ferdinando, destinati agli operai della fabbrica della seta. Il Re emise anche un famoso editto nel quale in pratica sognava la costituzione (da qui l'utopia ferdinandea) di una sorta di società perfetta, chiedendo ai cittadini di San Leucio l'abolizione di ogni forma di lusso e assoluta uguaglianza economica. Insomma una società che, nella mente del Re, doveva essere auto sufficiente, vivere producendo la pregiatissima seta che poi farà il giro del mondo e oggi riveste le pareti del Quirinale, della Casa Bianca e di Buckingham Palace.

Verso la fine dell'ottocento e l'inizio del ventesimo secolo, Caserta si presentava come un piccolo borgo concentrato per lo più intorno alla Reggia.

La via principale che vantava Caserta si chiamava Corso Campano, poi divenuto Corso Umberto I e che oggi si chiama Corso Trieste ed è la strada che collega il Monumento ai Caduti con Piazza Carlo III e dunque la Reggia. Lungo 1130 metri, era già allora ritenuto uno dei più bei corsi d'Italia, con bottiglierie importanti e negozi di primo ordine ed era ben illuminata da ottanta fanali a gambe.

Dalla seconda guerra mondiale Caserta esce a pezzi, dilaniata nel suo cuore antico e tutta da ricostruire. Tra gli anni sessanta ed ottanta un boom edilizio ha portato alla formazione dell'attuale città, molto più estesa, che poi ha continuato a crescere fino ai nostri giorni.

L'idea che si è fatta spazio negli ultimi anni è quella di far conoscere una Caserta oltre la Reggia, ovvero una città che, a dispetto di quanto si possa pensare, ha oltre la sua straordinaria Reggia, un enorme patrimonio storico culturale da far conoscere. Un patrimonio nel quale rientrano a pieno tiolo il Belvedere di San Leucio (inserito con la Reggia nella lista dei monumenti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco), il Borgo Medioevale di Casertavecchia col suo Duomo del 1100 e il castello della stessa epoca, e poi ancora un numero consistente di Chiese e altri luoghi di rilevanza storico-culturale che necessitano solo di essere inseriti nei circuiti turistici.

Anche sotto l'aspetto museale, Caserta è una città sempre ricca. Basti pensare che dopo i consolidati Museo dell'Opera, Museo Terre Motus, Museo della Seta, negli ultimi anni hanno aperto il Museo delle Cere, il Museo d'Arte Contemporanea e il Museo Diocesano, che hanno arricchito l'offerta turistica della città, oltre il triangolo storico Reggia-Casertavecchia-San Leucio. Anche il circondario di Caserta è molto ricco in questo senso, basti pensare all'Anfiteatro Romano di Santa Maria Capua Vetere a soli 6 km da Caserta, per dimensioni secondo solo al Colosseo di Roma e al Museo Campano di Capua o ancora alla Basilica di San'Angelo in Formis o alla Reggia di Carditello. Il progetto al quale si lavoro da tempo, ma finora senza grossi risultati, riguarderebbe la creazione di un percorso turistico che includa tutti questi siti inducendo così i turisti a soggiornare di più nel casertano con notevole effetto benfico per alberghi, commercianti e ogni altra struttura ricettiva.

Reggia di Caserta
La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Situata nel comune di Caserta, è circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese. Il complesso del palazzo reale, con i suoi giardini lunghi circa 2,5 km, è uno dei più grandi d'Europa. All'interno del Parco della Reggia i casertani, che insieme agli abitanti dei comuni contigui di Casagiove e San Nicola la Strada hanno accesso gratuito, sono soliti praticare jogging o semplicemente pedalare in bicicletta, mezzo necessario per spostarsi all'interno dell'immenso parco. È possibile inoltre noleggiare biciclette e risciò all'interno del parco stesso oppure fare un giro in carrozzella. Di recente il Parco della Reggia di Caserta ha vinto il Premio come Parco più bello d'Italia 2009. L'unica nota stonata nel maestoso complesso vanvitelliano è data dal fatto che spesso sale importanti del Palazzo sono chiuse ai visitatori ai quali viene negata anche la possibilità di visitare la Cappella Palatina e il Teatro di Corte per strane ragioni di ordine pubblico difficili da comprendere.

Sul lato ovest della reggia esiste la chiesa di San Francesco di Paola che fa parte di un complesso un tempo convento dei Frati Minimi, fondato nel 1605 da Andrea Matteo Acquaviva, oggi ospedale militare. Qui vi sostò papa Benedetto XIII nel 1727 e qui è sepolto Luigi Vanvitelli. In quest'ultimo caso, tuttavia, non è stabilito con certezza in quale parte della chiesa sia avvenuta la tumulazione.

Complesso Monumentale Belvedere di San Leucio
L'utopia di Re Ferdinando di dar vita da una comunità autonoma (chiamata appunto Ferdinandopoli) lascia a Caserta il bellissimo Belvedere di San Leucio, i suoi appartamenti reali, il giardino all'italiana e l'annesso Museo della Seta, dove è possibile visitare i macchinari del settecento col quale si tesseva la seta diventata famosa in tutto il mondo tanto da arrivare ad arredare la Casa Bianca, Buckingham Palace e il Quirinale. Da dieci anni nei mesi di giugno e luglio si tiene presso il Teatro dei Serici del Belvedere il Leuciana Festival che in pochi anni è riuscito a catalizzare l'attenzione di migliaia di persone divenendo uno dei festival più prestigiosi della regione.

Borgo Medioevale di Casertavecchia
A 401 metri di altezza c'è l'antica Caserta, attuale Casertavecchia, un borgo interamente medioevale dal quale si ammira una vista mozzafiato dell'intera città dall'alto. Una passeggiata a Casertavecchia è come un tuffo nella storia. Di pregevole interesse sono il Duomo dedicato a San Michele Arcangelo (proprio come la cattedrale nella Caserta nuova) dell'XI secolo, la contigua Chiesa dell'Annunziata, e il Castello Medioevale con la Torre. Nel borgo a settembre si tiene da quasi 40 anni il Settembre al Borgo, manifestazione culturale di rilievo nazionale. Numerosi ristoranti e caffetterie attirano fiumane di turisti specialmente nei fine settimana di primavera ed estate.

Polo culturale e museale di Sant'Agostino e il centro storico
Dopo la tappa obbligata al triangolo Reggia - San Leucio - Casertavecchia, il quarto grande polo d'attrazione turistica di Caserta è dato dalla visita al Complesso di Sant'Agostino e a tutto il centro storico dove sono presenti musei e chiese di notevole interesse artistico. Da visitare c'è il Complesso conventuale, costruito nel 1441, ad opera dei Padri Agostiniani, risale ad una donazione del principe Andrea Matteo Acquaviva nel 1623. Comprende un Chiostro cinquecentesco con annesso convento, la Chiesa di Sant'Agostino che conserva pitture del seicento, il Museo d'Arte Contemporanea e il Museo delle tradizioni, entrambi dichiarati di interesse regionale. Nel 175O Luigi Vanvitelli apportò alla Chiesa molte modifiche utilizzando parte dei materiali utilizzati nella costruzione della Reggia. La chiesa di S. Agostino è diventata poi la Parrocchia di S. Sebastiano in seguito all'incendio della chiesa del santo patrono della città. La chiesa è ad un'unica navata, con prònao e nicchie laterali non molto profonde. In una delle nicchie è esposta la statua di S. Sebastiano, opera in legno scolpita nel 1992 dallo scultore PauI Morder Doss di Ortisei in provincia di Bolzano. Caratteristiche sono le "gelosie" poste nel presbiterio e nelle parti laterali. La chiesa inoltre conserva opere di Giacinto Diano, di Domenico Mondo, di Bardellino e di Antonio Dominici. Da maggio il Complesso di Sant'Agostino, terminati i lavori di restyling, diventerà un vero e proprio Polo culturale e museale che comprenderà, oltre alla Chiesa, al Chiostro del 1440 anche il Museo Civico d'Arte Contemporanea di Caserta (per ora ospitato in alcuni locali del Belvedere di San Leucio) completo di mediateca e biblioteca storica, il Museo delle feste e delle tradizioni, una sala espositiva, laboratori dedicati alla pittura, alla scultura e alla recitazione, e ancora una emeroteca, la Casa delle associazioni e l'Università della Terza età. In tal modo il Polo culturale e museale di Sant'Agostino, allocato in una delle strutture più antiche e centrali diventerà di fatto, insieme a tutto il centro storico di Caserta (dove da visistare c'è il bel Duomo dedicato a San Michele Arcangelo con a fianco la notevole cappella di San Giovanni e il Museo diocesano con reperti del 1300), il quarto grande attrattore turistico della città, dopo la Reggia, il Belvedere di San Leucio e il Borgo Medioevale di Casertavecchia.

Complesso medioevale di San Vitaliano
Il complesso medioevale dell'Eremo di San Vitaliano si trova in frazione Casola, ai piedi del borgo di Casertavecchia. L'eremo è riportato nella Bolla del 1113 con cui l'Arcivescovo di Capua Senne conferma Rainulfo vescovo di Caserta elencandone tutte le chiese di comptetenza. L'Eremo è stato da poco restaurato e ricondotto alle sue linee architettoniche, sono state risanate le mura e recuperata tutta la copertura a capriata tipica dell'alto Medioevo. Lungo la stretta strada che porta all'Eremo, il visitatore è attirato dalle numerose cappelle dedicate a San Vitaliano che lo predispongono ad una visita raccolta e silenziosa. La Chiesa è preceduta da un portico a tre archi, quello centrale dà l'accesso alla chiesa, quelli laterali alle celle dei monaci. È a pianta rettangolare con presbiterio e cantoria molto spaziosi. La Cappella a sinistra conserva un antichissimo affresco di Madonna col Bambino scarsamente leggibile. Ad esaltare lo stile semplice e austero tipico delle strutture religiose medioevali c'è il campanile, elegante nella sua sobrietà, la nuova sistemazione del giardinetto d'ingresso e il crocifisso che sovrasta l'altare maggiore. Attualmente l'Eremo è sede di incontri culturali, artistici e religiosi di notevole importanza.



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