Ercolano

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Ercolano

Ercolano trovandosi così vicino a Pompei, ne è purtroppo in parte offoscata. In qualunque altro luogo d'Italia o del mondo, Ercolano sarebbe invece l'attrazione turistica più importante.

Sepolta sotto 16 metri di fango, Ercolano presenta nella sua dimensione raccolta (4 ettari e mezzo) moltissimi tesori archeologici, dai rotoli di carta di papiro ai mosaici, alle navi, agli scheletri.

Ercolano era una città romana di porto e di pescatori che si è conservata in modo straordinario. I suoi abitanti erano circa 4.000.

Ercolano era molto più piccola rispetto alla vicina Pompei, ma non per questo di minore valore.

Il suo destino corre parallelo a quello di Pompei. Distrutta da un terremoto nel 62 a.C., fu completamente sommersa durante l'eruzione del Vesuvio del 79 a.C. Ercolano è molto più vicina al Vesuvio rispetto a Pompei, e perciò venne sommersa da un mare di fango profondo 16 metri, che ha di fatto fossilizzato l'intera città. Ciò ha permesso che anche oggetti delicati come gli indumenti e i mobili si conservassero perfettamente sino ad oggi.

L'eruzione del Vesuvio fu un evento tragico per i suoi abitanti. Migliaia di persone tentarono di fuggire con le imbarcazioni, ma furono soffocati dai gas velenosi del vulcano.

L'antica Ercolano fu scoperta nel 1709. Scavi amatoriali furono portati avanti, in maniera discontinua, fino al 1874. Molti oggetti rinvenuti furono trasportati a Napoli per decorare le abitazioni dei benestanti; alcuni altri sono oggi conservati nei musei del capoluogo campano.

Nel 1927 sono cominciati lavori di scavo importanti che sono continuati sino ai giorni nostri.

Purtroppo molto del vecchio sito di Ercolano si trova oggi al disotto della moderna Ercolano. Ciò sta rallentando le opere di scavo.

Le rovine di Ercolano

Il sito archeologico è suddiviso in 11 isole spartite in un modello reticolare romano classico.

Per accedere alle rovine dobbiamo passare attraverso quella che era l'antica linea costiera, che oggi sembra una sorta di fossato che circonda la città. E' proprio qui che nel 1980 alcuni archeologi scoprirono circa 300 scheletri, che sono i resti di alcune persone che tentarono di fuggire via mare dall'eruzione.

Le Terme Suburbane si trovano nel punto più a sud del sito archeologico. Sono ad oggi uno dei complessi termali meglio conservati. Presentano vasche profonde, fregi di stucco e bassorilievi, pavimenti e sedie di marmo. Risalgono al I secolo a.C.

Nelle vicinanze troviamo la Casa dei Cervi, che è un esempio stupendo di abitazione di una famiglia nobile romana. Si tratta di una villa a due piani che presenta un cortile al centro e bellissimi murali e dipinti. E' accessibile dal Cardo V.

Accessibile dal Decumano Inferiore è la Casa del Gran Portale, che prende il nome dalle colonne corinzie che troviamo nel suo ingresso principale. Al suo interno si sono conservati alcuni dipinti sui muri.

Poco più a sud, sul Cardo IV, troviamo la Casa dell'Atrio a Mosaico, che è una splendida casa signorile che presenta straordinari mosaici sul pavimento, che hanno risentito purtroppo del passare del tempo.

Poco più avanti c'è la Casa di Nettuno e Anfitrite, che presenta mosaici ancora più degni di nota. Questa abitazione aristocratica prende il nome proprio da uno dei suoi mosaici.

Più avanti visitiamo le Terme Femminili, che erano la sezione femminile delle Terme del Foro; la sezione maschile, le Terme Maschili, è accessibile dal Cardo III.

Più avanti, all'interno della Casa del Bicentenario, è stato rinvenuto un crocifisso, prova del fatto che il Cristianesimo fosse giunto fino ad Ercolano prima dell'eruzione del Vesuvio.

Sul Cardo III incontriamo la nobile Casa d'Argo con un bel giardino e porticato.

Su Corso Ercolano ci sono i resti di un Teatro e la Villa dei Papiri, che era la villa più lussuosa di Ercolano. Apparteneva al suocero di Giulio Cesare. Era una villa di 4 piani lunga 245 metri che si estendeva sino al mare. C'erano piscine, fontane, una libreria e ben 80 sculture. Il suo nome si deve al fatto che qui sono stati rinvenuti 1.800 rotoli di carta di papiro, che oggi si trovano a Napoli, presso il Museo Archeologico Nazionale. Si spera ancora oggi di rinvenire papiri ad opera di Aristotele tra quelli ancora da restaurare. Nel 1990 sono stati rinvenuti due nuovi piani della villa; ancora 2.800 metri quadrati restano da esplorare.

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